Le vicende che hanno portato alla scoperta delle pregiate proprietà’ della bava di lumaca presente in creme dermocosmetiche oggi in commercio in Italia (Elicina) – in particolare l”aspetto straordinariamente sano e i tempi di cicatrizzazione della pelle delle mani degli allevatori – presentate su questa rivista, sono interessanti anche se non differiscono in modo significativo da altre analoghe casualità’ virtuose che hanno portato all”individuazione di derivati naturali attivi e noti.

L”esperienza nell”ambito di sviluppo e analisi di formulazioni e principi attivi innovativi in campo dermocosmetico pone l”esperto di fronte alle esigenze di un mercato estremamente dinamico, sensibile alle novita’ scientifiche e impegnato nella ricerca di principi funzionali nuovi e interessanti.

L”attrazione verso il mondo dei derivati naturali orienta ancora piu’ la ricerca di nuovi principi attivi, e spesso non e’ difficile ripercorrere idealmente i percorsi piu’ frequenti che portano un derivato naturale dall”uso locale e folcloristico alla ribalta dei laboratori di produzione e delle farmacie. In molti casi le aziende interessate allo sviluppo di nuovi attivi fanno ricorso all”immenso bacino della medicina/dermatologia popolare, sia mediterranea che equatoriale, associando le funzionalita’ dermatologiche al contributo di immagine fornito dalla novita’ (piante sconosciute o usi sconosciuti di piante note, spesso gradevoli e inconsapevoli protagoniste del marketing conseguente) e dalla reale ricchezza che i derivati naturali offrono.

E’ il caso della Helix aspersa: nome noto in ambito scientifico, per la quale, la valutazione della composizione e delle proprieta’ dei derivati presenta invece delle sorprese che differenziano in modo sostanziale questa fonte di principi attivi dai casi analoghi di fonti naturali provenienti dall”uso o dall”esperienza popolare. I lavori scientifici pubblicati in merito alla lumaca domestica sorprendono per quantita’ e complessità’ in campi di ricerca molto distanti fra di loro (biologico, ambientale, farmaceutico, tecnico) e permettono di arricchire le conoscenze sul metabolismo di questo piccolo organismo, e di identificare le ragioni della efficacia dei prodotti da esso derivati in campo dermatologico.

Alcune delle proprieta’ correlate alla composizione della bava di lumaca sono strettamente correlate alla sua funzione primaria, che accomuna Helix aspersa agli altri gasteropodi: la locomozione avviene attraverso lo ”scorrimento” su superfici scabrose, e la ricchezza della bava in mucopolisaccaridi e’ giustificata in prima istanza dalle funzionalita’ meccaniche necessarie alla locomozione e alla difesa (capacita’ di rimanere fortemente aggrappata a superfici verticali nascosta nel guscio). A tal riguardo sono stati avanzati studi sulla composizione aminoacidica [1] e sulla variabilita’ dei mucopolisaccaridi nel passaggio da gel scorrevole a gel adesivo, in entrambi i casi allo scopo di valutarne possibili impieghi industriali [2].

Ma lo scorrimento costante della lumaca su superfici dure giustifica la contemporanea funzionalità’ ristrutturante della bava necessaria alla riparazione dei tessuti della stessa lumaca, confermata da studi analitici afferenti la composizione (allantoina, amminoacidi, collagene ed elastina) e da studi clinici inerenti la funzionalita’ ristrutturante la cute e antibiotiche nei confronti dei principali patogeni cutanei [3]. Fra le caratteristiche che distinguono l”Helix aspersa dagli altri organismi troviamo poi un”anomala resistenza a potenti inquinanti, come i metalli pesanti [4] o gli idrocarburi policiclici aromatici [5], tale da costituire un metodo di sorveglianza dell”inquinamento, dal momento che tali sostanze non ne influenzano la sopravvivenza e la riproducibilita’.

Inoltre e’ stata posta in evidenza una spiccata capacita’ di modulare la composizione proteica e di antiossidanti [6] necessaria a preservare i tessuti e di sopravvivere al congelamento (fino al 40% del tessuto corporeo congelato) [7]. Nell”ambito di sostanze di derivazione naturale, in linea generale e’ identificabile una correlazione diretta (e ben nota) fra le ostilita’ ambientali e la produzione endogena da parte degli organismi di sostanze e strutture ”difensive” che costituiscono la base pregiata di molti composti estratti (polifenoliche e antiossidanti).

I primi studi sulla composizione amminoacidica del collagene presente nella bava di Helix aspersa risalgono al 1959 [1], quando venne identificata la prevalenza di Glicina e Prolina, oltre a quantita’ rilevanti di Idrossiprolina e Acido Glutammico. E’ notevole la similitudine nella composizione con i trattamenti topici di ulcere recalcitranti alla cicatrizzazione [8][9], nei quali casi vengono spesso impiegate preparazioni topiche a base di Glicina e Prolina.

Un recente studio dimostra come la elevata percentuale di questi 2 residui amminoacidici sia responsabile diretta della conformazione in elastina (versus amiloidina) delle fibre proteiche per via della organizzazione indotta alla matrice dai ponti idrogeno [10].

In conclusione: i dati sulle caratteristiche metaboliche e istologiche della Helix aspersa muller, oltre a supportare e a chiarire gran parte delle pregiate proprieta’ dermatologiche rilevate, che ne hanno promosso l”uso e lo studio mediante le verifiche cliniche, permettono di considerare il diffuso organismo come un piccolo bioreattore capace di lasciare sul terreno una miscela insospettabile di sostanze pregiate e altamente efficaci.